Tratto da: Il mio Vino – Ottobre 2011

Il “Rajàh” 2010 di Gorghi Tondi è un bianco profumato, aromatico e molto ricco, ideale per accompagnare piatti dai sapori particolari come i funghi fritti o i formaggi aromatizzati

Greci lo chiamavano Anathelicon moschaton e lo coltivavano nei loro vigneti impervi sulle montagne rocciose e selvagge delle loro isole. Anche i Romani si diederoda fare per produrlo anche se non è certo il nome che loro diedero all’uva moscato. Alcuni studiosi infatti sostengono che questo vitigno fosse quello definito uva apiana, in quanto amato dalle api per il gusto dolce dei suoi acini, e che il passaggio al nome moscato sia frutto di un’associazione tra l’ape e la mosca. Una teoria tuttavia poco convincente, che oltretutto va a contraddire l’ipotesi che l’uva apiana dei Romani sia da identificare con un altro vitigno, il fiano odierno, che nulla ha a che vedere con la famiglia dei moscati. Che sono per l’appunto un gruppo piuttosto folto di vitigni aromatici tutti accomunati da un profumo molto caratteristico che ricorderebbe per l’appunto il muschio, in latino muscum. Una famiglia numerosa, dunque, quella dei moscati che distingue varietà diverse, diffuse in zone diverse d’Italia. Tra queste spicca per fama il moscato d’Alessandria, originario, sembrerebbe, dell’antica città egiziana e diffuso quasi esclusivamente a Pantelleria e nel Trapanese, dove è conosciuto con il sinonimo zibibbo. Sinonimo che per alcuni deriverebbe dalla località tunisina Capo Zibibb, per altri dalle parole arabe zabeb, appassito, o zibibb, uva passa.
L’etimologia del nome rimane incerta, tuttavia il riferimento all’appassimento dell’uva ben descrive l’uso che solitamente viene fatto dello zibibbo, ovvero la vinificazione per l’ottenimento di vini passiti, liquorosi e spumanti dolci, tutti sotto il grande cappello della Doc Moscato o Passito di Pantelleria.
Eppure, lo zibibbo è un’uva che si adatta perfettamente anche alla produzione di ottimi vini bianchi secchi da pasto.
Lo prova bene il “Rajàh” 2010 di Gorghi Tondi che, assaggiato durante una sessione di degustazione, ha suscitato i commenti entusiastici dei nostri esperti.

La vigna dell’oasi

Che la degustazione porti a unanime consenso non ci stupisce.
L’azienda la conosciamo bene e sappiamo che riesce sempre a distinguersi per l’alta qualità dei suoi prodotti.
Del resto, a dispetto della giovane età del marchio Gorghi Tondi, nato nel 2006, l’esperienza della famiglia Sala nella produzione di uve conta oltre un secolo. L’azienda agricola, infatti, venne messa in piedi all’inizio del secolo scorso grazie all’acquisto, nel territorio di Mazara del Vallo, della riserva di caccia dei Conti Saporito. Solo che per lungo tempo le uve vendemmiate vennero semplicemente conferite a una cantina di Marsala.
Poi, con l’ingresso nell’azienda di famiglia delle due sorelle Annamaria e Clara, la decisione di vinificare in proprio.
Costruita la cantina sullo stile degli antichi bagli siciliani, è in questa nuova struttura ultimata nel 2005 che arrivano oggi le uve prodotte nei 130 ettari di vigneti. Parte dei quali ricade in una splendida oasi naturalistica protetta dal Wwf dove si dividono lo spazio con i tre laghi carsici, Lago Preola e Gorghi Tondi, che hanno dato il nome alla cantina. Qui le uve coltivate sono le varietà siciliane per eccellenza, grillo in testa. Dal grillo, addirittura, l’azienda ricava anche un vino dolce da vendemmia tardiva, mentre lo zibibbo è, curiosamente, vinificato esclusivamente in versione secca come Sicilia Igt.

Aromatico, minerale e fruttato

Dicevamo dei commenti entusiastici alla degustazione. Il “Rajàh” 2010 è un vino che si fa bere volentieri, rotondo, aromatico.

Si è presentato con grazia fin dal momento in cui ha toccato il bicchiere, mostrando un colore paglierino attraversato da sfumature verdi, e ha dato prova di grande ricchezza di profumi. Avvicinando il naso al calice, infatti, si avverte ogni volta una nota nuova che si amalgama alle altre. Aromi fruttati di pesca, in partenza, cui si aggiungono subito note agrumate di mandarino. Poi arrivano i profumi erbacei di salvia e, a chiudere, sentori floreali di rosa e di glicine. In bocca ha una calda nota iniziale ben bilanciata da una spiccata acidità molto piacevole. Ottima anche la mineralità che lascia in bocca una nota quasi salata.
Persistente, ha un finale floreale.
“Un vino così a cosa lo abbineresti?”, abbiamo chiesto a uno dei nostri esperti a fine degustazione.
“Sicuramente carni bianche, magari una buona scaloppina al limone, o anche formaggi aromatizzati con erbe e spezie, come usa in Francia”, è stata l’immediata risposta.
“Ci vedrei molto bene, visto che ormai è stagione, anche funghi fritti, magari le teste di porcino”. L’idea ci è sembrata ottima l’abbiamo messa in pratica subito a cena la sera stessa.
E il “Rajah” ha fatto davvero la sua grande figura. Da non perdere!

Il bicchiere

Giovane, fresco ed estremamente profumato, il “Rajàh” non ha bisogno di grandi manovre per offrire al naso i suoi aromi.
Dimentichiamoci dunque aperture anticipate di bottiglie o calici dall’imboccatura ampia e serviamolo, rigorosamente intorno ai 10°, in un calice dall’imboccatura non superiore ai 5 centimetri e con una pancia leggermente più larga. In questo modo i profumi si manterranno più a lungo e, bevendo, verranno ben convogliati verso il naso.

Sicilia Igt Zibibbo
“Rajàh” 2010

COM’È IL VINO
Giallo paglierino con leggere sfumature verdi. Ampio bouquet aromatico che spazia da profumi fruttati di pesca e mandarino a sentori erbacei di salvia per chiudersi su accattivanti note floreali di rosa e glicine. In bocca ha una nota inizialmente calda subito bilanciata dalla fresca e piacevole acidità. La spiccata mineralità regala una nota quasi salata. Persistente finale floreale.

A COSA SI ABBINA
Vino rotondo, minerale, fresco, si abbina ottimamente a un piatto tipicamente autunnale come i funghi fritti. Da provare anche con le carni bianche, come la scaloppina, e con i formaggi aromatizzati alle erbe, come quelli tipici della tradizione culinaria francese.

Tenuta Gorghi Tondi
Piazza Piemonte e Lombardo 13
91025 Marsala (Tp)
tel. 0923.719741
fax 0923.716289
www.gorghitondi.com

PREZZO
14 euro
VITIGNI
Zibibbo 100%

TERRITORIO E VIGNA

Le uve arrivano dai vigneti aziendali situati in contrada San Nicola, in una suggestiva area protetta dal Wwf stretta tra il mare e i tre laghetti carsici Preola e Gorghi Tondi.

Pubblicato in data: 17 ottobre 2011 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: Il mio Vino – Almanacco 2011

VINI BIANCHI da 12 a 18 € FINALISTI

Sicilia Igt Chardonnay

2009

Tenuta Gorghi Tondi

91025 Marsala (Tp)

Tel. 0923.719741

Fax 0923.716289

info@gorghitondi.com

www.gorghitondi.com

15 euro

Un robusto Chardonnay fatto con uve provenienti da vigneti della Sicilia Occidentale. Fermentato in serbatoi d’acciaio e affinato in barrique di rovere per circa quattro mesi. Il colore è giallo paglierino con riflessi verde chiaro. Intenso e armonico il profumo nel quale emergono le caratteristiche fragranze fruttate di mela, con un accento di salvia e una delicata sfumatura di vaniglia. In bocca è corposo e morbido, con un lungo finale di mango e papaia.

IL MIGLIOR VINO VITIGNO PER VITIGNO NERO D’AVOLA

Sicilia Igt Nero d’Avola

2008

Tenuta Gorghi Tondi

Piazza Piemonte e Lombardo 13

910125 marsala (Tp)

Tel. 0923.719741 – fax 0923.716289

www.gorghitondi.com

17 euro

Ecco uno dei Re, della Sicilia: il Nero d’Avola. Si tratta di uno dei vitigni più diffusi sull’isola, coltivato principalmente nella provincia di Trapani. Il vitigno lega il suo nome alla città di Avola, luogo in cui alcuni testi storici testimoniano la sua esistenza già alla fine del 1600, periodo nel quale le viti presero il posto delle coltivazioni di canna da zucchero. Si tratta di uve resistenti, capaci di affrontare le variazioni del clima e le malattie che potrebbero colpire la pianta. In fase finale di maturazione si presenta con un grappolo dalle medie dimensioni, con acini dalla buccia pruinosa e dal colore blu intenso. In realtà esiste una diversità tra i vini Nero d’Avola prodotti sulle due rispettive parti dell’isola, orientale e occidentale. La prima dà vita a vini robusti e strutturati, la seconda invece dà vita a rossi un po’ più delicati e morbidi. Nel complesso si tratta di un rosso importante adatto anche per lunghi periodi di invecchiamento in botte. I nostri degustatori ne hanno assaggiati diversi ma, tra i tanti, ha primeggiato il Nero d’Avola 2008 della Tenuta Gorghi Tondi, azienda del trapanese che può vantare la sua collocazione all’interno della splendida oasi del WWf.

CARATTERISTICHE

Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Ossigenandosi il vino regala profumi avvolgenti di frutta rossa e note di spezie come il pepe nero e la noce moscata. Al palato è di buon corpo e ha una giusta struttura. Si ritrovano le note fruttate di ciliegia e amarene. Il finale è persistente. Da degustare assieme a uno spezzatino o con una faraona arrosto.

GRANDI AFFARI IN CANTINA

TENUTA GORGHI TONDI

La Conca a Mazara del Vallo, racchiusa tra le provincie di Trapani, di Agrigento e Palermo, è una zona rigogliosissima e verde, che gode di un clima eccezionale per l’agricoltura. E fu sufficiente visitare questo spicchio di terra siciliana, agli inizi del secolo scorso, perché la bisnonna di Annamaria e Clara Sala capisse che avrebbero dato frutti straordinari per creare vini d’eccellenza e decidesse, quindi, di acquistare qui 130 ettari. I terreni, accarezzati dalla brezza del mare, facevano parte di un antico feudo di oltre 1500 ettari, riserva di caccia dei Principi Saporito, e dal 1999 sono all’interno di un’area protetta del Wwf in cui sono presenti quattro laghi natura lidi origine carsica. Nel 2000, Annamaria e Clara Sala decidono di costruire la cantina al centro dell’azienda agricola. E’ da queste mura, realizzate proprio come un antico baglio siciliano, che seguono passo dopo passo ogni fase delle lavorazioni che portano alla produzione, ogni anno, di circa 400mila bottiglie. Alla base di tutto la passione per la terra: il contatto diretto  e continuo con il frutto che permette di capire quando è il momento di cominciare la vendemmia. Così in una atmosfera d’altri tempi che riconcilia l’uomo con la natura nasce la Tenuta Gorghi Tondi, nuova realtà aziendale che mescola esperienza centenaria ai nuovi impulsi di una giovane e attenta compagine imprenditoriale al femminile. Un’azienda che innova, dunque, mantenendo un reverenziale rispetto verso la tradizione familiare fatta di grande passione e totale dedizione per tutte le fasi delle lavorazioni vitivinicole: il futuro dal cuore antico!

Come arrivarci

Per visitare l’azienda

Apertura: tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. Chiuso nei giorni festivi. E’ gradita la prenotazione. Non si accettano carte di credito.

Per arrivarci

Dall’A29 Palermo-Mazara del Vallo: uscire a Campobello di Mazara e continuare sulla SS115 in direzione Trapani. Subito dopo il viadotto autostradale girare a sinistra nella provinciale Gilletto-San Nicola e continuare fino al crocevia con la provinciale Gorghi Tondi.

Pubblicato in data: 20 aprile 2011 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: I Love Sicilia – Gennaio 2011

L’inverno è la stagione ideale per gustare i famosi vini dolci naturali siciliani da accoppiare alla pasticceria nostrana. Non solo Passito e Malvasia: ecco una guida per gustare il meglio del’Isola.

L’inverno, il freddo, le feste: è la stagione in cui si vive più la casa, la propria o l’altrui, e ogni occasione è buona per un convivio. Ci sono gli appassionati delle carte, i maniaci della gastronomia e chi predilige un sano, liberatorio cazzeggio in campagna, attività ormai funestate dai cyber-entusiasti che, temporaneamente schiodati da Facebook, costringono i malcapitati amici alla visione via schermino dello smartphone dell’ultimo trailer del cinepanettone pecoreccio o dell’ultima viral-scemenza di YouTube…A lenire simili supplizi ci sono per fortuna i dolci, nessuna stagione come quella di dicembre a marzo è più propizia per consumarne a volontà, e crepi il dietologo. La pasticceria siciliana trabocca di specialità, nuove e vecchie, con cui deliziare il palato e innalzare pericolosamente il tasso glicemico.

Ma quando si parla di cosa berci sopra, c’è sempre il pericolo in agguato, sotto forma di spumante brut, Champagne quando va bene, pronto a rovinare anche questo momento di piacere: torte alla crema, cassate o, peggio, profiterole e setteveli, vengono così mortificate da un vino da pasto adatto a pesci o fritture, che aggredisce le nostre papille gustative poco prima accarezzate da morbide creme, lasciando una sensazione di metallica asprezza, quasi una forma di autopunizione masochistica.

La barbara usanza risale a tempi lontani, quando gli Champagne e gli spumante im generale erano quasi tutti dolci o demisec, perché il gusto corrente li voleva tali, ma a partire dagli anni trenta del secolo scorso la tendenza si invertita e da allo9ra il secco domina il mondo delle bollicine, con la sola eccezione degli spumanti dolci aromatici fatti con il Moscato d’Asti o il Brachetto, ma questi sì che possono tranquillamente accompagnare prodotti di pasticceria, specie quelli da forno come il panettone o la colomba pasquale.

Una volta stabilito, sancito e riaffermato che sui dolci va un vino dolce, perché andarlo a cercare in Piemonte, quando la tradizione siciliana più antica è fatta proprio di vini dolci tra i più apprezzati al mondo? Solo due nomi, Passito di Pantelleria e Malvasia delle Lipari, basterebbero a chiudere il discorso, ma c’è molto di più.

Quando a dominare è la ricchezza della pastafrolla, magari quella di una cassata al forno, un tocco di acidità in più non guasta, allora proveremo ad accostarla con la Malvasia Capofaro di Tasca o il Moscato di Noto Planeta; la crema gialla dei cestini di frutta troverà un accordo armonioso con i profumi e la leggerezza del Baccadoro e le note balsamiche del Moscato dello Zucco; mentre la ricotta di un sontuoso cannolo di Piana o del più rustico cannolo di Dattilo sarà esaltata dalla densità dell’Oro di Dora di Gorghi Tondi.

Oro di Dora 2008 Grillo Vendemmia Tardiva, Igt Sicilia50cl, 13°, € 28,00
Tenuta Gorghi Tondi – Mazara del Vallo (TP)

www.gorghitondi.com

Dedicato da Annamaria e Clara Sala alla bisnonna Dora, energica “donna del vino” del secolo scorso, è fatto con grillo di un vigneto affacciato sul mare che (cosa assai rara in Sicilia) viene attaccato dalla botrytis cinerea, una muffa nobile che asciuga gli acini concentrando gli zuccheri e conferendo particolari profumi e morbidezza al vino: carico già nel colore ambrato, ha un bel naso di fichi ed erbe aromatiche che ricorda, senza la classica ossidazione, i migliori Marsala Vergine; in bocca è denso, quasi burroso, ma senza eccessi, con un’acidità ben presente che ingentilisce una struttura di elegante solidità.

Pubblicato in data: 14 aprile 2011 all'interno di: Dicono di noi
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SICILIA – MAZARA DEL VALLO (TRAPANI)

VINO DELL’ANNO

Nero d’Avola 2008

Un Nero d’Avola potente che macera a lungo sulle bucce e che affina in barrique di rovere francese per 8 mesi e in vetro per 6.
Rosso rubino intenso, è persistente con sensazioni di frutta matura e note speziate.

Annamaria e clara Sala sono le due intraprendenti sorelle che guidano con passione la Tenuta Gorghi Tondi, una cantina che affonda le sue radici nel passato, quando, agli inizi del secolo scorso, il loro bisnonno avevea intuito le potenzialità di questo meraviglioso angolo di Sicilia acquistando 130 ettari a due passi da Mazara del Vallo, accarezzati dalla brezza del mare e talmente belli da essere oggi compresi nella Riserva Naturale del WWF. I filari delle vigne coltivate a Grillo Nero d’Avola, Syrah, Merlot e Chardonnay sono proprio accanto ai laghi di origine carsica di Preola e Gorghi Tondi, circondati da uliveti, fichi d’india, palme nane, orchidee selvatiche e anemoni. L’azienda si pone come obiettivo la costante innovazione, ma sempre con l’attento rispetto verso una tradizione familiare fatta di grande passione e di totale dedizione per tutte le fassi del’attiviltà vitivinicola.

Pubblicato in data: 11 aprile 2011 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: I Love Sicilia – Dicembre 2010

Annamaria e Clara Sala

“Buon sangue non mente”, si diceva un tempo. E’ vero, perchè se Annamaria e Clara Sala hanno bruciato per loro merito le tappe nel difficile mondo del vino, non possiamo non pensare a “li maggior”. Che sono il lungimirante bisnonno, che acquisì a inizio del secolo scorso questa meravigliosa tenuta sul mare oggi anche Riserva Naturale, e quel personaggio di grande esperienza che è papa Michele, felice del suo ruolo discreto.

Pubblicato in data: 8 dicembre 2010 all'interno di: Dicono di noi
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tratto da: “Rivista CULT – Novembre 2010″

In tutta la Sicilia stanno sorgendo nuove realtà vitivinicole che hanno saputo raccogliere il testimone della tradizione coniugandolo con la freschezza dell’innovazione. Il risultato è eccellente a guardare i premi che queste cantine emergenti hanno ricevuto

Un trend positivo di crescita anche per l’azienda Gorghi Tondi guidata da due belle e giovani sorelle, Clara ed Annamaria Sala, rispettivamente di 37 e 29 anni, che conquistano ben due dei 25 ori al Concorso Mondiale di Bruxelles con uno Chardonnay 2008 e l’Oro di Dora. Ed è la voce del cuore a farle tornare dopo alcune esperienze lavorative fuori, in quei vigneti, in contrada San Nicola, adiacenti la Riserva Naturale del Wwf a Mazara del Vallo, che da quattro generazioni appartengono alla famiglia, “Ho imparato sul campo a fare il vino – dice Annamaria Sala – sbagliando e ricominciando sempre con quell’ansia positiva di scoprire cosa c’è ogni volta di nuovo nel bicchiere”. La nebbia di Milano è lontana mentre lo sguardo si perde nella bellezza di un paesaggio unico tra laghetti carsici ed il volo degli aironi. “Voglio realizzare un’azienda seria, di cui essere fieri. Da tramandare”, dice con un sorriso mentre accarezza il grembo in dolce attesa. E spesso è proprio la chiave del sentimento a creare i presupposti della nascita di nuove aziende. Dal cuore antico.

Pubblicato in data: 15 novembre 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: Il mio Vino – Luglio 2010

Sicilia Igt Chardonnay 2009

Tenuta Gorghi Tondi

Colore giallo paglierini con dei bei riflessi dorati. I profumi sono fini e di buona eleganza con delle piacevoli sensazioni che ricordano la mela e una leggera nota di salvia. Buona anche la nota quasi dolce. In bocca si sentono delle piacevoli note di frutta esotica che ricorda il mango. Buona freschezza con aromi accattivanti di papaia. Finale persistente. Un vino gradevole con note esotiche finali invitanti. Pur essendo un vitigni internazionale rispetta la mediterraneità della terra in cui viene prodotto. Va servito in bicchieri non troppo ampi per non disperdere i piacevoli profumi con un’imboccatura di circa 5 centimetri a 12 gradi. Ottimo compagno di primi piatti siciliani come la pasta con le sarde o i ricci.

Pubblicato in data: 23 luglio 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: La Madia Travelfood

Io non mi stacco mai da questo anello che porto al dito. C’è inciso lo stemma della mia famiglia, i marchesi Sala. Proprietari terrieri certo, ma anche grandi lavoratori. Di sangue blu non voglio nemmeno sentirne parlare, alle mie spalle ci sono secoli di sudore. Io sono nata con questo destino del vino, le stelle hanno voluto così. L’azienda faceva parte della Tenuta dei Tumbarello, e apparteneva alla mia bisnonna Dora già alla fine dell’800. L’aveva acquistata dagli eredi dei principi Saporito di Mazara del Vallo, un fondo che all’origine doveva essere almeno di 1.500 ettari. Per la legge sulla frammentazione dei feudi non coltivati, i terreni finirono nelle mani dei coloni, un ettaro per contadino. La mia bisnonna decise di acquistarne 150 ettari, un lavoro certosino e paziente per mettere insieme zolla su zolla. Lei era un Rallo e con un cognome così non poteve che sognare un vigneto tutto suo. La tradizione si è consolidata ancora di più quando mio nonno ha sposato una figlia di Paolo Pellegrino, un altro monumento di vino Marsala. E’ stato mio padre ad affidare a me e a mia sorella Clara le chiavi di questa grande partita: realizzare coi nostri vigneti dei vini importanti, utilizzando al massimo la generosità di un territorio unico, immerso in una delle più belle riserve naturali della Sicilia, con i laghetti carsici e i falchi e gli aironi che volteggiano sulle vigne. Questo è il secondo anno che ci occupiamo della cantina. Io sono laureata in economia e marketing. Le ossa però me le sono fatte sul campo. In produzione abbiamo 120 ettari di vigneto. Con il nostro enologo Tonino Guzzo siamo riusciti a ottenere un prodotto unico in Sicilia, una vendemmia tardiva di uve Grillo attaccate dalla muffa nobile, la botritis cinerea, un vigneto di quasi tre ettari prospiciente il mare. Un miracolo che abbiamo chiamato l’Oro di Dora, in memoria della nonna. Il mio vino del cuore però è il Grillo, una riscoperta quello in purezza. E’ il Nero d’Avola dei bianchi. Noi facciamo il vino mettendoci dentro tutto quello che abbiamo imparato in questo secolo di storia. Dietro ogni etichetta c’è un mondo fatto di persone, di devozione. C’è la voglia di tramandare questo amore che non è solo un fatto commerciale. L’uva è nell’aria che ho sempre respirato. La colonna sonora della mia vita. Sento la gravità di un cognome importante, l’esistenza di spingere la tradizione verso il futuro. Me lo chiedono con forza tutti quelli che mi hanno preceduto su questa antica vigna. una grande responsabilità, ma anche una bellissima sfida.

Pubblicato in data: 23 luglio 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: 100 CANTINE i tascabili di VILLE & CASALI

La Tenuta Gorghi Tondi è un mirabile esempio di fusione tra vocazione naturalistica del paesaggio e quella vitivinicola, immersi in una Riserva Naturale del WWF, a testimonianza di come l’operato dell’uomo ben si concilia con la difesa dell’ambiente. Oggi è nella vigna che comincia il lungo cammino del vino. Raccolta e lavorazione dell’uva sono sempre state nel solco della tradizione, privilegiando i vitigni autoctoni come il Grillo, lo Zibibbo, la Malvasia, l’Insolia e il Nero d’Avola, insieme ai vitigni tradizionali come lo Chardonnay, il Syrah ed il Merlot. Fiore all’occhiello di questa azienda è l’Oro di Dora, proveniente dalla vendemmia tardiva di uve Grillo attaccate dalla “Muffa nobile”: una piccola produzione che può essere considerata una vera e propria rarità nel panorama enologico siciliano.

Pubblicato in data: 23 luglio 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da SiciliaInformazione.com

C’è una riserva naturale del Wwf a Mazara del Vallo (TP), che per lunghi periodi dell’anno ospita aironi e falchi di palude e dove è possibile trovare una rara biodiversità animale e vegetale. Qui, in una cornice resa suggestiva dalla presenza dei laghi Preola e Gorghi Tondi, c’è anche una tenuta, sede dell’azienda vitivinicola gestita dalle due sorelle Annamaria e Clara Sala, eredi di una cultura del vino lunga quattro generazioni. Si chiama Gorghi Tondi, 130 ettari di vigneto in contrada San Nicola che anticamente facevano parte di un feudo di oltre 1500 ettari, già riserva di caccia dei principi Saporito. Un’azienda moderna ma “dal cuore antico”, in cui le due giovani sorelle hanno deciso di dedicarsi alla sperimentazione per tirare fuori dal territorio e dai vitigni autoctoni presenti in azienda tutte le diverse e possibili espressioni. Così, al Vendemmia tardiva di Grillo, che è giunta al suo terzo anno di produzione, hanno deciso di aggiungere ben quattro “Metodo Classico” da altrettanti vitigni autoctoni in purezza. Nero d’Avola, Catarratto, Grillo e Zibibbo i protagonisti. “Siamo da sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che sia specchio del nostro territorio”, spiega Annamaria Sala, “e che ci mostri, insomma, l’altra faccia dell’autoctono”. Questi nuovi prodotti saranno pronti nel 2011, perché si tratta della vendemmia 2009 e il metodo classico ha bisogno di almeno 24 mesi prima di essere pronto. “In 130 ettari di vigneto che si estendono dall’entroterra ai laghi e alla costa e dove il suolo passa da medio impasto a sabbioso”, aggiunge la giovane manager, “abbiamo la possibilità di scegliere le uve giuste dal luogo giusto per ottenere le caratteristiche migliori rispetto ai vini che vogliamo produrre”. “Le uve di Grillo utilizzate per il Vendemmia tardiva, ad esempio, provengono da un vigneto vicino al mare”, spiega, “dove il nostro enologo, Tonino Guzzo, ha trovato condizioni pedoclimatiche adatte allo sviluppo della Botrytis cinerea, la cosidetta muffa nobile che è rarissimo si sviluppi naturalmente in Sicilia”. Un’oasi dentro l’oasi, insomma. Incastonata nei 130 ettari di vigneto c’è anche la cantina. Costruita rispettando l’architettura di un tempo, contiene la più moderna tecnologia e una suggestiva bottaia. E del resto le sorelle Sala sono convinte che, come diceva anche il bisnonno, “il futuro è saldo quando affonda le proprie radici nel passato”.

Pubblicato in data: 23 luglio 2010 all'interno di: Dicono di noi
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